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I libri di Andrea Testa
"Quello che è successo, quello che hanno visto, quello che per anni è stato nascosto non poteva lasciarmi indifferente..." Pedofilia, stanze segrete, uno scrittore, un prete e un fotografo... |
A
N D R E A
T E S T A
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In copertina "Alice" (olio su tavola) di Maddalena Gasperini |
In paese piccolo, nel quale tutti si conoscono. Un microcosmo entro il quale si respira un’atmosfera di normalità, quella calma che può tutt’al più innescare la curiosità un po’ bonaria e un po’ maliziosa di chi sa che comunque non succede mai niente di importante. Poi, di colpo, del tutto inaspettata, l’irruzione di qualcosa che sconvolge la vita di ognuno. Un omicidio? Peggio: violenze reiterate su bambini, candori frantumati dalla mostruosità di ladri d’innocenza. È un giallo? Sì, perché alla
fine i conti tornano, i colpevoli sono smascherati e pagheranno per le colpe
commesse. Ma non è solo questo: è il percorso sofferto verso la conoscenza, lo
scoprire la faccia nascosta della realtà, l’incubo che può germogliare sotto una
routine solo apparentemente confortante.
Andrea Testa è bravo a
muovere lo sguardo del suo io narrante, uno scrittore di gialli alla ricerca di
ispirazione (ne troverà sin troppa), e di un posto tranquillo dove elaborare le
proprie trame (un posto tranquillo che tanto tranquillo non si dimostrerà).
Prima lo conduce attraverso le strade, i negozi, le trattorie, luoghi di
quotidianità che gli danno la sensazione di farne parte anche lui, di esserci
così dentro da non poter neppure esercitare il proprio mestiere di inventore di
storie. Poi, man mano che l’orrore irrompe nelle pagine del romanzo, la sua
attenzione si fa più precisa, lo sguardo si stacca progressivamente dalla
cartolina paesaggista che l’aveva come imbrigliato (e imbrogliato), comincia a
cogliere quello che non vedeva, fino alla rivelazione finale.
«È curioso come cambia il
paese se guardato dall’abitacolo di una macchina blu», commenta il narratore
verso il finale, quando si trova a percorrere su un’auto dei Carabinieri le
stesse strade per le quali tante volte aveva camminato. E, sapendo che lo
scrittore di questo romanzo nella vita è carabiniere, dobbiamo necessariamente
credere che sia davvero così.
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