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I libri di Andrea Testa

L E S T A N Z E
Giraldi Editore
(2006)
prefazione di Luigi Bernardi
ordinalo sul web sui siti IBS e UNILIBRO oppure direttamente c/o l'editore a Bologna via S. Felice 18

"Quello che è successo, quello che hanno visto, quello che per anni è stato nascosto non poteva lasciarmi indifferente..."

Pedofilia, stanze segrete, uno scrittore, un prete e un fotografo...

A N D R E A T E S T A
A U T O R E I M I E I R A C C O N T I I M I E I L I B R I C O S A D I C O N O D I M E
G L I E V E N T I L I N K  L E F O T O C O N T A T T @ M I
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In copertina "Alice" (olio su tavola) di Maddalena Gasperini

In paese piccolo, nel quale tutti si conoscono. Un microcosmo entro il quale si respira un’atmosfera di normalità, quella calma che può tutt’al più innescare la curiosità un po’ bonaria e un po’ maliziosa di chi sa che comunque non succede mai niente di importante. Poi, di colpo, del tutto inaspettata, l’irruzione di qualcosa che sconvolge la vita di ognuno. Un omicidio? Peggio: violenze reiterate su bambini, candori frantumati dalla mostruosità di ladri d’innocenza.
È un giallo? Sì, perché alla fine i conti tornano, i colpevoli sono smascherati e pagheranno per le colpe commesse. Ma non è solo questo: è il percorso sofferto verso la conoscenza, lo scoprire la faccia nascosta della realtà, l’incubo che può germogliare sotto una routine solo apparentemente confortante.
Andrea Testa è bravo a muovere lo sguardo del suo io narrante, uno scrittore di gialli alla ricerca di ispirazione (ne troverà sin troppa), e di un posto tranquillo dove elaborare le proprie trame (un posto tranquillo che tanto tranquillo non si dimostrerà). Prima lo conduce attraverso le strade, i negozi, le trattorie, luoghi di quotidianità che gli danno la sensazione di farne parte anche lui, di esserci così dentro da non poter neppure esercitare il proprio mestiere di inventore di storie. Poi, man mano che l’orrore irrompe nelle pagine del romanzo, la sua attenzione si fa più precisa, lo sguardo si stacca progressivamente dalla cartolina paesaggista che l’aveva come imbrigliato (e imbrogliato), comincia a cogliere quello che non vedeva, fino alla rivelazione finale.
«È curioso come cambia il paese se guardato dall’abitacolo di una macchina blu», commenta il narratore verso il finale, quando si trova a percorrere su un’auto dei Carabinieri le stesse strade per le quali tante volte aveva camminato. E, sapendo che lo scrittore di questo romanzo nella vita è carabiniere, dobbiamo necessariamente credere che sia davvero così.  
Luigi Bernardi
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